Recensione

Vissuti all’ombra dei grandi nomi della scena svedese di primi anni novanta, quella che forgiò il death metal melodico (tanto per intenderci), i Desultory da Stoccolma non andarono oltre una popolarità di culto, conosciuti quindi dai soli fans che del genere volevano ascoltare tutto.

Eppure la band fu una delle primi ad attivarsi, addirittura come gli act più famosi, la sua nascita risale infatti alla fine degli anni ottanta e la propria discografia inizia ufficialmente nel 1990, con l’uscita del demo From Beyond.
Il primo full length risale al 1993 e Into Eternity precede l’album di maggior successo del gruppo, oltre che piccola perla nera di metal estremo violento, melodico e progressivo: Bitterness, uscito nel 1994 porta maggiore attenzione da parte di media e fans sul quartetto che due anni dopo però fallisce il bis con un lavoro non pienamente riuscito come Swallow The Snake.
Una lunga pausa durata quattordici lunghi anni porta il nome dei Desultory nel nuovo millennio, e l’uscita nel 2010 di Counting Our Scars consegna agli amanti del genere un gruppo ritrovato, sensazione confermata da questo nuovo lavoro intitolato Through Aching Aeons.
Sette anni non sono pochi, specialmente se si vuole battere il ferro finché è caldo, ma probabilmente non è ambizione dei Desultory conquistare nuovi fans con uscite che non siano ponderate in tutti i dettagli come il nuovo lavoro dimostra.
Licenziato dalla Pulverised Records, Through Aching Aeons è un ottimo esempio di death metal melodico, che senza soluzione di continuità tracima violenza sonora, parti melodiche sopra le righe, trame progressive, ed un’oscurità di fondo che, se mi passate il termine, definirei old school.
Through Aching Aeons è un album cattivo ed oscuro, la scuola svedese torna a fare danni tra Dismember ed At The Gates in un boato che arriva forte e distruttivo alle orecchie dei deathsters sparsi per il mondo.
Registrato al Necromorbus Studio di Tore Stjerna (Watain, Repugnant, Tribulation) e accompagnato dal bellissimo artwork di Pierre-Alain D (Kamelot, Necrodeath), l’album torna a far risplendere il death metal scandinavo con una serie di brani impeccabili sotto ogni aspetto, lasciando a molti dei nomi nuovi le briciole e a noi nove gemme estreme tra le quali spiccano l’opener Silent Rapture, In This Embrace e Divine Blindess.
Mai come questa volta un articolo merita di concludersi con un sincero “bentornati”!

TRACKLIST
1. Silent Rapture
2. Spineless Kingdom
3. Through Aching Aeons
4. In This Embrace
5. Beneath The Bleeding Sky
6. Slither
7. Divine Blindness
8. Breathing The Ashes
9. Our Departure

LINE-UP
Klas Morberg – Vocals/Guitar
Håkan Morberg – Guitar
Thomas Johnson – Drums/Vocals
Johan Bolin – Bass

DESULTORY – Facebook