Recensione

Andate direttamente alla terza traccia, Perception, alzate il volume e tornerete all’alba del nuovo millennio scapocciando sulle note di quel monumento al death metal melodico moderno che è Clayman, storico capolavoro degli In Flames.

Ormai sono passati diciassette anni e il gruppo di Anders Fridén è l’ombra della grande band arrivata, dopo gli ottimi lavori degli anni novanta, a scrivere il vangelo del genere con molti gruppi che ancora oggi provano a raggiungere le vette artistiche di quell’album senza riuscirci.
Ma, attenzione, perché la Wormholedeath parte per una battuta di caccia in Svezia e la preda sono i Sarea, band di Norrköping che se la cava benissimo, licenziando un album di melodic modern metal molto interessante, composto da una serie di brani melodici, dall’ottimo appeal, ma belli tosti, grintosi e tirati.
Quindi dimenticatevi i ritmi sincopati o stoppati del metalcore, il sestetto scandinavo spara una dozzina di adrenaliniche tracce dove l’estremo è di casa e convive con un talento per le melodie da top band.
Non siamo al debutto e si sente, il gruppo, attivo da 2006, si gioca la carta dell’esperienza accumulata nei tre full length precedenti (Rise Of A Dying World del 2008, Alive del 2010 e l’ultimo This Is Not Goodbye uscito tre anni fa) e in Black At Heart non sbaglia un passaggio, una melodia, uno scambio tra il growl e la voce pulita (spettacolare il primo, nella norma la seconda), con un lavoro chitarristico che non lascia scampo, tra riff moderni di scuola americana e solos che fanno lacrimare più di un sopravvissuto al death melodico novantiano.
Che non siamo al cospetto della solita band core è subito chiaro dall’opener Lights, talmente perfetta ed irresistibile nelle melodie da lasciare sgomenti, mentre la title track ci porta verso quella che a mio avviso è il capolavoro di questo album, la già citata Perception che strappa cuori mentre gli In Flames si chiedono perché non sono più riusciti a scrivere un brano di questa levatura.
Ma fatevi rapire anche dalle irresistibili melodie di Let Us Fall,  dalle atmosfere estreme di The Dormant National, quelle intimiste e tragiche della ballata darkwave Control ed il ritorno tra le sfumature di inizio millennio con la conclusiva e devastante Circles.
Se siete orfani dei migliori In Flames e degli album delle truppe scandinave di inizio millennio, Black At Heart è un lavoro da avere e consumare.

TRACKLIST
01. Lights
02. Black at Heart
03. Perception
04. The Others
05. Let Us Fall
06. Duality
07. The Dormant National
08. Monotone
09. Control
10. Dead Eyes
11. All for None

LINE-UP
Chris Forsberg – Vocals
Calle Larsson – Drums
Johan Axelsson – Guitar
Alex Dzaic – Guitar
Johan Larsson – Bass
Martin Persson – keyboard

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