Recensione

Ritroviamo i cileni Endimion a ben otto anni dall’uscita del precedente full length che aveva messo in evidenza luci ed ombre di una proposta ancora troppo abbozzata per potersi rivelare competitiva nel contesto del death doom internazionale.

Latmus mostra un naturale quanto auspicato progresso, pur senza smarrire le caratteristiche di un sound ancora volutamente privo di fronzoli e spunti atmosferici.
Il genere, nell’interpretazione di questa band sudamericana, vive di un impatto piuttosto ruvido nel quale il riffing è il growl spingono il tutto verso il lato più estremo del genere; con tutto ciò, però, il sound appare meglio focalizzato e non del tutto scevro di aperture melodiche o acustiche.
L’utilizzo della lingua spagnola fornisce pur sempre una connotazione particolare a un sound che convince molto più che in passato grazie a una maggiore fluidità nell’alternare le diverse componenti.
Palabra vacías è un brano che si rivela abbastanza esaustivo in tal senso, in quanto mostra diversi spunti di pregio che non vengono confermati da una traccia inizialmente piuttosto tetragona per poi aprirsi melodicamente grazie a buon lavoro chitarristico.
Latmus si dipana, così, per circa un’ora di musica destinata a restare confinata, a livello di ascolti, entro i confini degli appassionati più accaniti del genere i quali, comunque, non resteranno delusi da una prova di buona sostanza.
Detto questo gli Endimion, anche nell’ambito di una scena fertile come quella doom cilena, restano un gruppo di seconda fascia ma non per questo meritano d’essere trascurati

Tracklist:
1. Ascenso
2. Palabra vacías
3. Vigilia
4. Espectro
5. Efialtis
6. Arpegios de viento
7. Eones de piedra
8. Naos Katara
9. Orgasmos de Selene
10. Contemplación

Line-up:
Matias Ibañez – Vocals
Francisco Campos – Guitars
Victor Ibañez – Bass
Fabian Alarcon – Drums
Tomas Ibañez – Guitars

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