Recensione

L’universo del rock progressivo continua a meravigliare i suoi ascoltatori, specialmente quelli che non si sono rinchiusi nello spazio temporale del decennio settantiano, ma hanno continuato il viaggio alla scoperta di chi ha fatto tesoro della lezione impartita dai grandi gruppi del passato per creare qualcosa di personale.

L’Italia è sempre stata una culla per il genere continuando a sfornare realtà di spessore anche nel nuovo millennio, dai suoni progressivi classici alle varie contaminazioni che il genere ha subito in questi anni.
Gli umbri Old Rock City Orchestra sono uno degli esempi più fulgidi di tutto questo, tenendosi lontani dai suoni moderni e metallici tanto di moda e restando più vicini ad un approccio tradizionale, pregno di sfumature ed atmosfere dark.
The Magic Park Of Dark Roses è il loro terzo full length, dopo Once Upon A Time, album di debutto licenziato dalla band nel 2012, ed il bellissimo Back To Earth, uscito tre anni fa.
Il trio proveniente da Orvieto si ripresenta con questo nuovo e notevole lavoro, prodotto dalla band in collaborazione con Avanguardia Convention: un viaggio progressivo nei meandri di un rock che si nutre di hard rock come di sonorità sinfoniche, blues e psichedelia, ma questa volta con l’aggiunta di atmosfere dark e a tratti folk, in un arcobaleno di suoni dai tenui colori che tendono al nero, ma sempre eleganti, emozionanti e raffinati.
The Magic Park Of Dark Roses è una raccolta di brani a tratti spettacolari, con una prestazione da incorniciare per i tre musicisti, in particolare della tastierista Cinzia Catalucci con la sua splendida e personale voce.
Il concept oscuro e magico dell’album allontana la band dal precedente lavoro, facendole vestire i panni della progressive dark band a tutti gli effetti e regalare attimi di musica straordinaria come la notevole title track, la seguente Abraxas, che ricorda nel refrain gli Uriah Heep di Salisbury (Bird Of Prey), l’oscura The Fall (nella quale la singer offre un’interpretazione degna di Kate Bush), le armonie folk di Visions, la magica A Night In The Forest, cantata dal chitarrista e bassista Raffaele Spanetta, le sinfonie progressive di A Spell Of Heart And Soul Entwined, il ritorno alle sonorità di Back To Earth con il rhythm and blues di Soul Blues e il maestoso finale progressivo lasciato alla strumentale Golden Dawn.
Album emozionante, intenso, oscuro e sinfonico, The Magic Park Of Dark Roses è un viaggio affascinante nella migliore tradizione della musica rock progressiva: per gli amanti del genere un ascolto obbligato.

Tracklist
1.The Magic Park Of Dark Roses
2. Abraxas
3. The Fall
4. Visions
5. A Night In The Forest
6. The Coachman
7. A Spell Of Heart And Soul Entwined
8. Thinkin’ ‘bout Fantasy
9. Soul Blues
10. Golden Dawn

Line-up
Cinzia Catalucci – Vocals/Keyboards
Raffaele Spanetta – Guitars/Bass/Vocals
Mike Capriolo – Drums/Percussion/Backing vocals

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