Recensione

Potenza e melodia, power metal “mediterraneo” tra le trame di The Soul’s Sentence, terzo lavoro degli spagnoli Arwen.

Attiva dal 1996, ma con soli tre album all’attivo la band madrilena licenzia questo ottimo album quattordici anni dopo il precedente Illusions, un lasso di tempo che al giorno d’oggi non aiuta certo a rimanere nelle attenzioni dei fans.
Peccato, perché a sentire questa nuovissima raccolta di brani, gli Arwen sanno il fatto loro, presentandosi ancora una volta al cospetto degli amanti dei suoni power con un sound deciso, a tratti progressivo e appunto mediterraneo, in quanto vicino a realtà come Vison Divine e Labyrinth, fiori all’occhiello del metal italiano.
L’album parte deciso, la band graffia con eleganza amalgamando potenza, melodie a tratti neoclassiche e hard & heavy con sagacia, la voce del cantante Jose Garrido risulta interpretativa il giusto per donare un’anima ai vari brani che hanno in Torn From Home, When the World Doesn’t Matter e la raffinata semi ballad Crying Blood i migliori esempi del credo musicale del gruppo.
The Soul’s Sentence è un album che si lascia ascoltare con piacere, scritto da una band in ottima forma e forte di un lotto di buoni brani: un ritorno più convincente non si poteva auspicare.

Tracklist
1.Hollow Days
2.Torn from Home
3.Us or Them
4.The Void
5.When the World Doesn’t Matter
6.Endless Burden
7.Endless Burden
8.Beyond Pain
9.My Worst Self
10.Crying Blood
11.Our Chance

Line-up
José Garrido – Vocals (lead), Guitars
Nacho Arriaga – Drums, Percussion
Javier Díez – Keyboards, Piano
Daniel Melián – Bass, Vocals (backing)
Gonzalo Alfageme López – Guitars

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